Conciliare i ritmi lavorativi con l’assistenza al tuo caro può rappresentare un problema.

La rigidità degli orari e la distribuzione dei turni di lavoro possono essere di ostacolo al sostegno che vorresti offrire al tuo caro. Vorresti dedicargli più tempo, ma gli impegni lavorativi assorbono già tante ore.

In Italia vige una normativa a favore delle persone in difficoltà e delle loro famiglie affinché vengano garantiti i diritti al lavoro, allo studio, alla cura e all’assistenza.

Ci occuperemo più specificatamente delle opportunità offerte ai familiari di persone bisognose di assistenza. Lo Stato italiano, infatti, ha previsto una serie di agevolazioni sotto forma di permessi o congedi (retribuiti e non) e flessibilità lavorativa.

I congedi e i permessi a cui è possibile far riferimento, qualora la propria situazione risponda ai requisiti richiesti, sono: il congedo biennale retribuito, il congedo biennale non retribuito, il congedo per gravi motivi familiari, i permessi retribuiti temporanei.

Le leggi di riferimento sono:

  • legge n. 104 del 1992 e le successive modifiche ed integrazioni;
  • legge n. 388/2000 (dopo la sentenza n.158/2007 della Corte Costituzionale);
  • legge n. 53/2000 (dopo la sentenza n.19/2009 della Corte Costituzionale).

Per approfondire consulta la guida offerta dal sindacato Cgil.

Ricorda di consultare anche la sezione dedicata alle agevolazioni fiscali e contributi economici da parte dello Stato!

Certificato di handicap e invalidità civile

Le leggi citate fanno tutte riferimento alla condizione di handicap dell’individuo e non alla situazione di invalidità civile. E’ importante precisare che la certificazione di invalidità civile e la certificazione di handicap non sono la stessa cosa. Ciò significa che la persona con invalidità civile potrebbe non aver richiesto il certificato di handicap e viceversa.

L’invalidità civile è un giudizio di carattere sanitario e valuta la riduzione della capacità lavorativa della persona in funzione della gravità della patologia.

Il certificato di handicap è un riconoscimento medico legale e sociale che tiene conto di quanto la disabilità del soggetto in questione incida sulla sua vita personale e sociale.

Per poter accedere ai permessi lavorativi previsti dalla legge 104/1992 è necessario che  la Commissione ASL abbia accertato la situazione di handicap e che si sia pronunciata sulla sua gravità.

Sono considerate patologie invalidanti quelle indicate nel D.I. n. 278/00:

  • patologie acute o croniche che comportano la perdita permanente o temporanea
  • dell’autonomia personale;
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi periodici clinici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

Con la legge 104 del 1992 lo Stato ha previsto la possibilità di usufruire di permessi lavorativi retribuiti per assistere i propri familiari o affini. In particolare viene data la possibilità al lavoratore di assentarsi dal lavoro per 3 giorni al mese. Questa agevolazione può essere tradotta in mezze giornate, oppure frazionata in ore.

 

Chi può richiederli

Tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico, coniugi o affini entro il II° grado di parentela, che assistono l’individuo con handicap grave. Fanno eccezione i lavoratori a domicilio, gli addetti ai lavori domestici e familiari, i lavoratori agricoli, gli autonomi e i parasubordinati.

Puoi beneficiare dei permessi mensili se convivi con il tuo caro oppure se, nonostante non convivente, sei colui o colei che si occupa di assisterlo e se non è in situazione di ricovero a tempo pieno (ossia per le intere 24 ore giornaliere).

Per poter richiedere il permesso, la Commissione Asl di competenza deve accertare la gravità della sua condizione di handicap.

 

A chi rivolgersi per richiedere il permesso

Se sei un lavoratore dipendente del settore privato, devi presentare domanda alla sede Inps competente.

Se sei un lavoratore dipendente del settore pubblico la domanda va presentata, in carta libera, all’ufficio del personale della tua Amministrazione, allegando la documentazione che dimostra la sussistenza delle condizioni necessarie richieste dalla norma.

Sia per i dipendenti pubblici che per i dipendenti privati viene richiesto di allegare il verbale della commissione medica che ha accertato la condizione di “handicap grave”, il certificato medico da cui risulti la patologia invalidante, documenti o dichiarazioni che certifichino la sussistenza delle condizioni per la fruizione delle agevolazioni.

La domanda va presentata una sola volta, non è soggetta a scadenza. Dovrai piuttosto comunicare all’Inps eventuali variazioni della situazione autocertificata del tuo caro.

La legge prevede, inoltre, casi in cui chi di norma si occupa della persona in difficoltà possa, momentaneamente, essere impossibilitato a farlo e necessiti di qualcuno che lo sostituisca. In casi come questo, i 3 giorni di permesso concessi dalla legge vanno proporzionalmente ridimensionati: per ogni 10 giorni di assistenza continuativa, spetta un giorno di permesso. La richiesta scritta dovrà essere presentata al datore di lavoro e all’INPS e dovrà contenere la dichiarazione di responsabilità riguardo all’assistenza prestata al disabile, al rapporto di parentela, ai periodi durante i quali si presterà assistenza e ai motivi della sostituzione con la persona che presta normalmente assistenza. Colui o colei che normalmente fruisce del permesso dovrà, allo stesso modo, comunicare all’INPS e al datore di lavoro la temporanea sospensione dell’assistenza.

Il congedo biennale retribuito consiste in un’agevolazione lavorativa importante per assistere un proprio caro. E’ stato introdotto dalla legge 388/2000 (art. 80, comma 2) e ripreso dal d. Lgs. 26/03/2001 n. 151.

Il congedo spetta per due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa. E’ frazionabile.

Chi può richiederlo

Possono usufruire di questo permesso i lavoratori dipendenti, anche a tempo determinato (possono essere anche stranieri, apolidi purchè siano residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale), secondo l’ordine di priorità stabilito dal d. Lgs. 119/2011: coniuge, figli, fratelli e sorelle.

Questo permesso non spetta, invece, ai lavoratori addetti ai servizi domestici e famigliari, ai lavoratori a domicilio, ai lavoratori agricoli giornalieri, in caso di contratto lavoro part-time verticale durante le pause contrattuali, quando la persona con handicap da assistere è ricoverata a tempo pieno nelle stesse giornate di fruizione dei permessi retribuiti.

Requisiti

  • Situazione di handicap grave
  • Rapporto di lavoro in essere
  • mancanza di ricovero a tempo pieno del soggetto disabile.

 

A chi rivolgersi per richiedere il permesso

La domanda va compilata sui modelli appositamente predisposti, va presentata all’INPS in duplice copia, una delle quali sarà restituita all’interessato che si occuperà di consegnarla al datore di lavoro.

Secondo la legge n.53/2000, se sei un lavoratore o una lavoratrice dipendente, pubblico o privato, hai diritto a 3 giorni di permesso retribuito all’anno per eventi e cause particolari. Per cause ed eventi particolari si intende: decesso o documentata grave infermità del tuo caro (coniuge o parente, anche non convivente, entro il secondo grado di parentela)

Caratteristiche del permesso

E’ un permesso la cui retribuzione è a carico del datore di lavoro. La modalità con cui fruire di questi giorni di permesso è da concordare con lo stesso. E’ prevista la possibilità di frazionare il permesso nel caso in cui si richieda il permesso per gravi infermità di un famigliare.

E’ possibile cumulare questi permessi con quelli previsti dalla legge 104/1992.

 

Come richiederli

Per poter richiedere questa tipologia di permessi è necessario possedere idonea documentazione relativa alla grave infermità accertata da un medico specialista del SSN o convenzionato.

La legge 53/2000 prevede che vengano comunicati al datore di lavoro i giorni in cui i permessi verranno utilizzati. In caso di decesso i permessi vanno utilizzati entro 7 giorni.

La legge 53/2000 prevede la possibilità di richiedere un periodo di congedo lavorativo non retribuito, non superiore a 2 anni nell’arco della vita lavorativa, per gravi motivi famigliari:

  • per la morte di un famigliare;
  • per l’assistenza e la cura di un famigliare;
  • per grave disagio personale del lavoratore, al di fuori della malattia;
  • per malattie che investono i propri famigliari.

Può essere utilizzato per un periodo continuativo o frazionato e, a conclusione del congedo, il lavoratore ha diritto a riprendere il suo posto di lavoro.

 

Chi può richiederlo

Lavoratori dipendenti pubblici e privati.

 

A chi rivolgersi

Si richiede il congedo non retribuito al proprio datore di lavoro allegando certificazione medica. Il datore di lavoro è tenuto ad esprimersi sulla stessa e a comunicarne l’esito al dipendente entro dieci giorni dalla richiesta.

Glossario

Legge n. 104/1992: complesso di tutele volte all'integrazione sociale e alla salvaguardia dei diritti delle persone con handicap.

 

Certificato di handicap: attestato di riconoscimento della condizione di handicap rilasciato da una commissione dell'ASL. Per handicap si intende il grado di partecipazione sociale fatto riferimento all'entità delle difficoltà fisiche, relazionali, sociali, lavorative della persona.

Link esterni

CGIL – Confederazione Italiana Generale del Lavoro.Vai al sito...
CISL – Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori.Vai al sito...
UIL – Unione Italiana del Lavoro.Vai al sito...
HandyLex.org – Persone con disabilità e diritti.Vai al sito...